MARIO DI IORIO 
1958 - 1999


GORIZIA / CERVIGNANO DEL FRIULI

 

 

 luglio / settembre / dicembre 2009 – gennaio 2010

Dopo l’importante collaborazione con il Museo di Arte Contemporanea Revoltella di Trieste per la mostra dedicata a   Federcio Righi del dicembre 2008, il Circolo ARCI n.a. Cervignano, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura di Cervignano del Friuli, si inserisce nelle celebrazioni dei dieci anni dalla tragica scomparsa dell’artista Mario Di Iorio e apre una nuova significativa collaborazione con i Musei provinciali di Gorizia.
L'iniziativa nel suo complesso è promossa dalla Biblioteca Isontina, dai Musei provinciali di Gorizia, dall’Associazione Prologo, dall’Assessorato alla cultura di Cervignano del Friuli e dal Circolo ARCI n.a. Cervignano.
Si avvale del sostegno della Provincia di Gorizia, della Fondazione CARIGO e del Comune di Cervignano del Friuli.
Un imponente volume raccoglierà l’intero percorso espositivo.

Il progetto si articolerà in tre fasi ben distinte per tempi e temi trattati.

19 Luglio 2009 -  Biblioteca Statale Isontina, Gorizia –
LE CARTE NASCOSTE
Le celebrazioni inizieranno il 9 luglio 2009 presso la Biblioteca Statale isontina di Gorizia che intitola al pittore la sala espositiva presso gli spazi di Via Mameli 12. Nel corso della cerimonia, il direttore della biblioteca Marco Menato introdurrà il libro curato da Francesca Agostinelli “Mario Di Iorio, Frammenti di un’autobiografia” recentemente uscito per i tipi di Campanotto editore e diretta da Federico Santini. In stretto collegamento con il volume e in sintonia con il luogo ospitante, sarà inaugurata una particolare mostra che propone al pubblico una selezione di materiali volti a restituire la dimensione privata e non ufficiale del lavoro creativo di Mario Di Iorio. L’esposizione si propone come elemento di transito e riflessione in una sorta di dialogo intimo e quotidiano tra l’autore e l’opera. Sono esposte fotografie tratte dall’album di famiglia, appunti scritti e scritto-grafici utili a una complessiva e nuova riflessione critica, disegni di studio, incisioni e “carte” in cui l’urgenza espressiva emerge con la forza della necessità e dell’affermazione esistenziale.Nelle bacheche della biblioteca trovano luogo materiali di piccolo formato, realizzati talora con mezzi di fortuna, come piccole carte logore, strappate, atte a supportare intuizioni, riflessioni, suggestioni suscettibili di future configurazioni, comunque testimoni di un processo creativo fatto di instancabile dedizione e totale concentrazione. Alle pareti sono esposti materiali inediti di più grande formato che concorrono alla definizione di quel mondo fuori dal mercato, dall’ufficialità della “opera d’arte”,  delle mostre, dei cataloghi, della critica e delle gallerie.
Mostra a cura di Francesca Agostinelli in collaborazione con il direttore Marco Menato. 

19 Settembre 2009 / 08 novembre - Museo del Castello, Gorizia –
DIRE A VOLTE L'INDICIBILE. LA GRANDE PITTURA
Il progetto è occasione per ricordare, onorare, ma anche per contribuire alla definizione della figura dell’artista attraverso una mostra a carattere antologico a lui dedicata e sostenuta dalla Provincia di Gorizia e dai Musei provinciali di Gorizia.Verrà trattata in modo approfondito la grande pittura di Di Iorio con l’esposizione presso le ampie sale del Museo del Castello, di una trentina di opere su tela, alcune di grandi dimensioni.   "E difficile spiegare, fare pittura - affermò l`artista - più vorresti dire e più rimani muto".Allievo di Emilio Vedova, Di lorio svolge il difficile ruolo del pittore che scava dentro di sé e tra le cose del mondo per comunicarne le drammatiche istanze in un impeto che tuttavia non rinuncia a sottesi equilibri strutturali. Perché la difficoltà di un tale lavoro consiste nel mantenere la freschezza e la forza dell`intuizione entro parametri strutturali e anche, forse inconsapevolmente, evocativi, che nell`apparente casualità, devono comprendere un ordine compositivo. Naturalità di un magma esplosivo - di colori e segni - che però soggiace a un`organizzazione spaziale che gli da forma. Lo sforzo estenuante è proprio questo; l`ansia di voler dire molte cose e temere, nel contempo, di non poterlo fare.Il grande amore di Mario Di Iorio per la pittura conosce momenti diversi. Dalla pienezza dei colori che invadono tutta la tela come nei Vortici degli anni 70-`80, all`emergenza di segni più architetturali che specie nei disegni a carboncino e a pastello a cera acquistano man mano valenza grafica portando a una successiva pittura più rastremata.
Mostra a cura di Francesca Agostinelli con Franco Spanò, Paolo Figar e Claudio Mrakic

13 Dicembre 2009 / 06 gennio 2010 - Centro Civico, Cervignano del Friuli, Udine –
IL SEGNO. IL GESTO
Ed è proprio col segno che l’indagine sull’arte e la vita dell’artista prosegue e si completa con l’esposizione di Cervignano. Nelle tre luminose sale del Centro Civico, che dal 2006 accolgono nell’ultimo mese dell’anno l’arte pittorica del ’900 dei grandi maestri della nostra Regione, troverà collocazione una sequenza di opere dal segno rarefatto, dove il colore è stato accantonanto prediligendo la pura tensione del bianco/nero.
E’ certamente il segno l`asse portante della espressività dell’artista. Sono quadri che bruciano di un calore freddo, come se la forte emotività che li sostiene, stanca di darsi in vortici e tumulti di colore, avesse trovato una strada più pacata. Il segno si è come placato in strutture a rete, vibranti sopra campiture bianco/grigie, quasi monocrome, stese con compiuta sapienza spaziale. Le qualità di Di Iorio si rivelano nella coerente impostazione dell`immagine, nella sobrietà della composizione e nel controllo del segno e del gesto.

Mostra a cura di Francesca Agostinelli con Orietta Masin.  

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Breve nota biografica
Mario Di Iorio nasce a Tarvisio (Ud) nel 1958.
Si forma pittoricamente presso l’Istituto d’Arte “Max Fabiani” di Gorizia sotto la guida di Cesare Mocchiutti, quindi presso l’Accademia di Venezia dove ha per maestro Emilio Vedova. Conclusi gli studi, insegna Anatomia presso l’Accademia di Venezia, quindi riveste la cattedra di Assistente di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. A diciassette anni avvia la sua attività espositiva con una prima personale presso la Galleria “Il Torchio” di Gorizia, cui altre seguiranno a Gradisca d’Isonzo, Treviso, Trieste, Udine, Milano. Ancora giovanissimo supera importanti selezioni e ottiene riconoscimenti come il 1° Premio alla V edizione Città di Pordenone, il 1° Premio alla IX Biennale del Centro Stella Matutina di Gorizia, il 1° Premio alla XV Mostra regionale di Grafica di Palazzo Costanzi a Trieste, il 1° Premio ex aequo per la grafica al Centro San Fedele di Milano. Muore suicida a Gorizia il 9 luglio 1999.
Diverse mostre sono state dedicate all’artista dopo la sua scomparsa. Tra queste ricordiamo, nel 2001, l’ampia retrospettiva presso la Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” di Gradisca d’Isonzo. 
Nell’A.S. 2003-2004 Emanuela Galli ha discusso la tesi “Mario Di Iorio, la forma del sentimento” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Relatore prof. Claudio Cerritelli. 


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